L’Accuphase P-300V rappresenta la quinta evoluzione della celebre serie P-300, una linea che negli anni ha segnato alcune delle tappe più importanti nell’amplificazione giapponese di alta fascia. Dopo i modelli P-300, P-300S, P-300X e P-300L, questa versione si impose come il punto di arrivo del progetto, integrando soluzioni tecniche che all’epoca erano considerate d’avanguardia e che oggi conferiscono all’apparecchio un valore storico particolarmente significativo.
Il progetto originario si basava su una struttura completamente push-pull in configurazione cascode per tutti gli stadi di amplificazione, scelta che garantiva eccellenti caratteristiche alle alte frequenze fino allo stadio di pilotaggio. Nel P-300V questa filosofia è stata ulteriormente perfezionata con l’introduzione di un’architettura a bassissima impedenza, capace teoricamente di sostenere carichi fino a 1 Ω, un traguardo notevole per il periodo. Era inoltre presente un ingresso bilanciato vero, completo e sviluppato secondo gli standard professionali internazionali, pensato per gestire al meglio qualsiasi sorgente bilanciata dell’epoca.
Il modello permetteva anche il funzionamento in bridge connection, ottenuto mediante un sistema di inversione di fase interno che sfruttava la polarità del circuito differenziale di ingresso. Non venivano inseriti circuiti aggiuntivi, ma semplicemente modificata la logica di collegamento, in quello che all’epoca era considerato un approccio particolarmente “puro” dal punto di vista progettuale.
L’ingresso bilanciato da 40 kΩ, dotato di connettore 3P-XLR, era gestito con un attenuatore a passi da 1 dB progettato per ridurre al minimo gli errori tra i due rami del segnale. L’intero stadio di ingresso era strutturato come un cascode bootstrap push-pull, mentre la sezione che pilotava i finali era realizzata con MOS-FET in cascode push-pull operanti in classe A, così da ridurre al minimo le distorsioni di commutazione ai livelli più bassi del segnale. Anche lo stadio finale era ottimizzato affinché nessun transistor PNP o NPN venisse portato al cut-off, massimizzando la continuità operativa e la purezza del segnale.
Oggetto da collezione, revisionato e in ottime condizioni estetiche (piccolo difetto estetico nei fianchetti in legno, visibili in foto).