Nel panorama europeo di metà anni Ottanta, la serie Revox B-200 costituiva un ecosistema integrato con bus di controllo proprietario (“Serial Link”) e gestione centralizzata tramite controller, pensato per un allineamento estetico e funzionale tra sorgenti analogiche e digitali. L’insieme qui presentato raccoglie giradischi tangenziale B 291, controller/Timer B 203, lettore CD B 226, piastra a cassette B 215 e receiver B 285, tutti in form factor coordinato e con compatibilità al controllo remoto Revox.
Il giradischi B 291 apparteneva alla generazione di trazione diretta quarzata con braccio tangenziale a servo-controllo elettronico; prevedeva 33 e 45 giri, piatto da 313 mm per 2,1 kg, abbassamento braccio elettronico con smorzamento pneumatico, forza d’appoggio regolabile (8–20 mN) e, per geometria, assenza di antiskating. Oggetto emblematico dell’approccio Revox alla lettura “lineare” domestica, rimase un riferimento nella famiglia per robustezza meccanica ed elettronica.
Il Timer/Controller B 203 svolgeva il ruolo di regia dell’ecosistema: collegava fino a otto unità della serie B-200 tramite prese dedicate, consentiva programmazioni orarie/giornaliere e scene operative (“Easy/Timer”), disponeva di interfaccia RS-232 per il collegamento a PC, di una porta “parallel remote”, di tre espansioni B206 (A/B/C) e di batteria tampone per la memoria. Il funzionamento era concepito senza comandi complessi sul frontale, con pilotaggio via telecomando Revox (es. B205) e via bus Serial Link.
Il lettore CD B 226 introdusse nella linea una meccanica Philips CDM-1 e conversione a 16 bit basata su TDA1541A. Nel contesto storico sanciva l’ingresso “maturo” del digitale nella gamma Revox a metà anni Ottanta.
La piastra a cassette B 215 rappresentava la punta di diamante Revox nell’ambito cassette: quattro motori con doppio capstan a trazione diretta quarzata (due motori capstan controllati in PLL su riferimento a cristallo, due motori spool), telaio in pressofusione, tre testine (registrazione, riproduzione, cancellazione), calibrazione automatica, Dolby B/C (architettura “double-Dolby” indipendente), memorie non volatili e logica a microcontrollori.
Il registratore a cassette Revox B215 è stato il successore del leggendario Revox B710 e, proprio come questo, era molto avanti rispetto ai suoi tempi. Tutto questo nonostante Revox abbia lanciato sul mercato un registratore a cassette con notevole ritardo. Il B215 è considerato dagli appassionati di hi-fi uno dei dispositivi di riferimento assoluto nel campo dei registratori a cassette. Le caratteristiche speciali e la qualità di questo apparecchio sono state ottenute grazie a una serie di perfezionamenti e innovazioni tecniche, nonché alla lunga esperienza di Revox con i registratori a nastro. Una guida del nastro stabile e precisa completa la riproduzione del registratore a cassette B215. Il Revox B215 è dotato di un computer di calibrazione all'avanguardia dell'epoca con un generatore di toni integrato a tre frequenze: 500 Hz per il livello (Level), 4 kHz per l'equalizzazione (EQ) e 17 kHz per il bias o pre-magnetizzazione, che viene eseguita a 105 kHz. Entrambi i canali vengono misurati e regolati separatamente. In 20 secondi, sei diverse misurazioni determinano le impostazioni di volume di registrazione, equalizzazione e bias, e i dati vengono salvati in una delle 6 posizioni di memoria. Oltre alla regolazione manuale, era possibile anche il livellamento e la registrazione completamente automatici tramite la misurazione e il mantenimento del livello di picco. Questo concetto è sinonimo di qualità audio da studio. Il registratore a cassette B215 è stato prodotto dal 1985 al 1994.
Il B 285 integrava sintonizzatore e sezione di potenza in un unico telaio, con stadio phono MM/MC e ampie possibilità di allineamento: MM 2,7–50 mV / 47 kΩ con capacità selezionabile 50/150/450 pF, MC 0,1–2 mV / 100 Ω; ingressi linea/CD 250 mV, due loop nastro e uscite tape dedicate. Lo stadio finale era dichiarato a 80 W/canale su 8 Ω (manuale), tipicamente 90–110 W/canale su 4 Ω; diversi test di epoca riportarono 70 W/8 Ω in condizioni specifiche di misura, evidenziando leggere discrepanze legate a criteri e revisioni. La sezione tuner offriva FM/MW con 29 memorie e salvataggio dei parametri per stazione; fattore di smorzamento ~100 (1 kHz/8 Ω); controlli di tono ±12 dB a 40 Hz (bassi) e ±10 dB a 15 kHz (alti); THD tipica 0,005%; dimensioni 450 × 153 × 332 mm, ~ 15 kg, morsetti diffusori dorati per cavi fino a 16 mm², doppia coppia A/B e presa Serial Link per l’integrazione di sistema.
Nel complesso, il set B-200 qui delineato testimonia l’idea Revox di “catena coordinata”: il B 203 come cervello di scheduling e interfaccia, il B 291 a illustrare l’adozione domestica della lettura tangenziale diretta, il B 226 quale implementazione rigorosa del Compact Disc di prima generazione, la B 215 come meccanica di riferimento per cassetta e il B 285 come fulcro integrato con sezione phono selezionabile e sintonia digitale.
Si tratta delle versioni MKII dei vari apparecchi, sebbene non riportato sui componenti lo si può intuire dalla diversa conformazione delle tastiere di comando.
Oggetto da collezione, in ottimo stato, accuratamente revisionato.