Il Lo-D HCA 4580 è un amplificatore di controllo che persegue un design a basso rumore e bassa distorsione, concetto che all’epoca rappresentava uno dei punti di forza della produzione giapponese orientata alla massima precisione elettrica. Il circuito dell'equalizzatore e il circuito di controllo del tono avevano adottato il tipo di azionamento a corrente costante differenziale del primo stadio e, in questi circuiti, si puntava a bassa distorsione e basso rumore utilizzando un circuito integrato ad alta precisione. Dotato di un amplificatore dedicato per microfoni, rendeva possibile il missaggio microfonico anche con l'introduzione del riverbero analogico integrato. Inoltre prevedeva un filtro passa-basso escludibile e la selezione "Loudness" per l'enfatizzazione delle frequenze basse negli ascolti a volume moderato. Disponeva di due ingressi Tape per registratori a cassette, bobine o registratori MD/CD/SD, due ingressi Line denominati Aux e Tuner e un ingresso Phono per giradischi, configurazione che rispecchiava la grande versatilità tipica degli apparecchi Lo-D/HITACHI del periodo.
Il Lo-D HMA 3780 è un amplificatore finale stereo che utilizzava MOS FET di potenza, soluzione tecnica d’avanguardia per quegli anni. Come stadio di uscita veniva adottato il MOS FET di potenza sviluppato da Rodi. I MOS FET per piccoli segnali utilizzati nel front-end dei sintonizzatori FM avevano eccellenti proprietà come elementi di potenza, ma risultava difficile ottenere un'elevata tensione di tenuta, un elevato fattore di amplificazione e caratteristiche di corrente elevate. Rodi si era concentrato su questo MOS FET e aveva condotto varie ricerche ed esperimenti di base, riuscendo infine a sviluppare un MOS FET di potenza. La configurazione del circuito dell'HMA-3780 era un circuito amplificatore di classe A a corrente costante che pilotava un amplificatore differenziale nel primo stadio e un circuito complementare puro MOS FET di potenza nel secondo stadio. Presentava una semplice configurazione del circuito a 3 stadi, incluso lo stadio di amplificazione di potenza. Il condensatore veniva eliminato dal circuito NFB e la composizione dell'amplificatore in corrente continua eliminava anche il condensatore di ingresso. Veniva adottato il misuratore di tipo magnetico esterno, in grado di leggere il livello di uscita di picco direttamente dal valore della potenza.
Sfruttando appieno la tecnologia di montaggio di Rodi si ottenevano prestazioni paragonabili a quelle di un amplificatore dual power, poiché si preveniva il deterioramento del fattore di distorsione transitorio dell'amplificatore dovuto alla diafonia tra i canali sinistro e destro. La potenza erogata su tutta la gamma era di ben 50 W per canale con un carico di 8 ohm, valore che collocava questo modello tra gli apparecchi più equilibrati e ricercati della serie. Il pannello posteriore era dotato di un selettore per l'esclusione delle frequenze basse, inferiori ai 5 Hz, che avrebbero potuto danneggiare i diffusori, e permetteva inoltre il collegamento di due coppie di diffusori denominate A e B, selezionabili dal fronte pannello.
Gli apparecchi proposti risultano revisionati e pienamente funzionanti, con condizioni estetiche ottime che ne accentuano ulteriormente l’interesse collezionistico.